Il ritorno del collant nero velato: da Vaccarello a Prada, e lo spacco di Naomi Ackie
Per il New York Times il collant nero velato è uscito dal «deserto della moda». Le ragioni in passerella, Naomi Ackie alla prima di Clayface e cosa cambia tra 10, 15, 20 e 40 denari.

Una lettrice di Chicago ha scritto al New York Times con un dubbio semplice: pensava che la gamba nuda fosse un passo avanti rispetto ai collant, e chiedeva se si sbagliava. La risposta, uscita il 5 ottobre nella rubrica di domande e risposte sullo stile con il titolo «Should I Be Wearing Sheer Black Stockings?», è stata un no gentile. Il collant nero velato, scrive il giornale, è uscito dal «deserto della moda» e «non scandalizza più».
I red carpet che lo dimostrano, da Elizabeth Debicki a Uma Thurman, li abbiamo già raccolti nel pezzo sui collant neri velati sul red carpet. Qui seguiamo l'altra metà del discorso: perché succede adesso, cosa c'entrano le sfilate, un'altra prima di ottobre e cosa vogliono dire i denari quando si va a comprarne un paio.
Le tre ragioni del New York Times
L'articolo, ripreso il 18 ottobre dal quotidiano malese The Star, dà tre ragioni, e conviene tenerle separate.
La prima è uno stilista. Anthony Vaccarello, scrive il giornale, da quando è arrivato da Saint Laurent nel 2016 si è dedicato «da solo» al fascino da cocktail «alla Helmut Newton» di calze velate e tacchi a spillo, con muse come Hailey Bieber e Zoë Kravitz a portare le sue idee sul red carpet. Poi sono arrivati gli altri, da Antonin Tron da Balmain a Demna da Gucci, Nadège Vanhée da Hermès ed Eckhaus Latta.
La seconda è un capo: la gonna. Il ritorno della gonna e del tailleur con gonna, dice l'articolo, ha cambiato il modo di guardare il velato, e non si parla di gonne lunghe ma di gonne «al ginocchio o più corte». L'esempio è l'ultima sfilata di Prada, «una parata di sole gonne così. Neanche un paio di pantaloni».
La terza è pratica, e la dà Linda Fargo di Bergdorf Goodman: «dove ci sono le gonne», ci sono i collant. Quando si scopre tanta gamba, un velo dà «un po' di protezione», perché non tutte hanno il tempo di levigare e depilare.
Da Vaccarello a Prada: cosa hanno mostrato le sfilate primavera/estate 2027
A settembre le sfilate le abbiamo contate noi, quindi possiamo confrontare l'articolo con le foto. Da Saint Laurent, nella collezione d'oro di Vaccarello sfilata con la Tour Eiffel alle spalle il 29 settembre, i collant neri velati sono comparsi solo in 3 uscite su 60, come avevamo scritto nel resoconto di Parigi: pochi, ma inconfondibili, sotto gonne d'oro con décolleté a punta.
Prada, una settimana prima a Milano, è l'argomento della gonna preso alla lettera. Secondo The Impression, che citavamo nel resoconto di Milano, ogni gonna si fermava a un modesto ginocchio, e Miuccia Prada l'ha descritta «come una T-shirt», un capo di base. Nelle foto della sfilata le gambe sono quasi tutte nude: Prada non ha venduto i collant, ha costruito la cornice che li rende di nuovo ragionevoli.
Il resto dell'elenco va precisato. Da Gucci i tailleur con minigonna di Demna avevano collant neri, ma coprenti. Nella galleria di Hermès primavera/estate 2027 non abbiamo trovato calze: l'elenco del giornale descrive una direzione di più stagioni, non questa sfilata. Il velato nero più netto della stagione è arrivato da altre parti, da Celine in 16 uscite su 71 e da Brock con le kitten heel.
Sul red carpet: Naomi Ackie alla prima di Clayface
Ottobre ha aggiunto un look che porta l'idea altrove. Il 13 ottobre, alla prima mondiale di Clayface all'Hollywood Legion Theater di Los Angeles, Naomi Ackie ha indossato un abito nero lungo monospalla, con una sola manica lunga e uno spacco fino al fianco. W lo attribuisce a Gucci e scrive che l'apertura del tour promozionale «è stata forse la più chic di tutte». Dallo spacco si vedono collant neri velati, e sotto stivali al ginocchio di pelle nera, a punta, con una barretta di metallo sul davanti.
A Tom + Lorenzo gli stivali sono piaciuti più dell'abito («positively killer», micidiali) e hanno notato una ricorrenza: «This is the second time this week we've seen a slit-to-the-hip dress worn with sheer tights», è la seconda volta in una settimana che vedono un abito con lo spacco fino al fianco portato con i collant velati, «sembra una tendenza». I collant non sono creditati. Nelle foto il nero è netto ma sulla coscia si vede la pelle: a nostra lettura, intorno ai 20 denari. Il resto del tour è andato in un'altra direzione: alla prima di Londra, il 20 ottobre, in tailleur con gonna di Dilara Findikoglu e décolleté nere, aveva le gambe nude.
È il contrario della formula di Debicki. Lì un abito corto e la gamba velata dall'orlo alla scarpa; qui un abito lungo che mostra il collant solo per un attimo, tra lo spacco e lo stivale.
Perché funziona: ordine, non provocazione
L'articolo ammette l'accusa più ovvia: il nylon nero velato ha «un che di diva del cinema anni Quaranta e di dominatrice aziendale». Ma le donne che cita parlano di qualcosa di più calmo. Sara Moonves, direttrice di W, incontrata alla sfilata di Courrèges con collant neri velati e gonna a tubino: «They just make your legs look good», fanno sembrare belle le gambe. Convertita da poco, ha aggiunto che portarli è «divertente, e curato». Olivia Singer, giornalista britannica che li porta quasi ogni giorno: è «un modo facile per sembrare composta e un po' elegante».
È questo il cambiamento vero. La gamba nuda era una dichiarazione di libertà; il nero velato, con una gonna al ginocchio, è una dichiarazione d'ordine.
Quanti denari: 10, 15, 20 o 40
I due paia citati nell'articolo stanno ai due capi del velato. La scala completa è nella nostra guida ai denari; per il nero velato contano questi quattro gradini.
- 10 denari: quasi nudo. La scelta di Singer, nelle confezioni da tre di collant opachi di Marks & Spencer, comprate due volte l'anno. Il nero è un'ombra, ed è il paio più fragile che si possa comprare.
- 15 denari: il velo classico. Pelle ben visibile, nero più scuro su ginocchio e caviglia. Con una gonna al ginocchio e una décolleté a punta è il più vicino alla passerella.
- 20 denari: più nero, ancora pelle. La nostra lettura del paio di Ackie. Regge meglio accanto a un abito lungo nero o a uno stivale, dove un 10 sparirebbe.
- 40 denari: prima il nero, poi la gamba. Moonves preferisce quelli di Wolford. A 40 la gamba si legge ancora ma comanda il colore: il più indulgente alla luce del giorno, il più facile in ufficio.
- Opachi, non lucidi, qualunque sia il numero: la lucentezza trasforma la diva anni Quaranta in un'altra cosa.
- Compra più di un paio. Metterli in freezer o spruzzarli di lacca non li salva, dice l'articolo. «They will run», si smagliano, ammette Moonves: «È la realtà. Non c'è niente da fare».
Le foto
Le foto di Naomi Ackie alla prima di Clayface (Valerie Macon/AFP, Kevin Winter) e delle sfilate di Saint Laurent (Estrop) e Prada (Daniele Venturelli/WireImage) sono incorporamenti ufficiali di Getty Images e restano sui server di Getty con il loro credito. La foto di Ackie nel cerchio della copertina viene da Wikimedia Commons (Mateusz Malta, CC BY-SA 4.0, BFI London Film Festival 2026). Le citazioni vengono dall'articolo del New York Times ripreso da The Star.



