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Paris Fashion Week SS27: diario dei collant

68 sfilate, il debutto di Drew Henry da Courrèges e i segnali arrivati da Milano: cosa guardare alla Paris Fashion Week SS27 se vi interessano le gambe, prima che si accendano le luci.

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La scritta Paris SS27 su fondo nero

Questo non è ancora il diario delle sfilate: è la mappa per leggerle. La Paris Fashion Week primavera/estate 2027 apre oggi, 28 settembre, e si chiude il 6 ottobre, ultima tappa di un mese della moda in cui Milano ha già detto qualcosa di preciso sulle gambe. Prima che le passerelle parlino, mettiamo in fila i fatti: il calendario, i due debutti, cosa ha fatto Parigi con i collant nelle ultime stagioni e le domande a cui, sfilata dopo sfilata, cercheremo di rispondere.

Il calendario: nove giorni, 68 sfilate

Secondo franceinfo, che riprende il calendario ufficiale della Fédération de la Haute Couture et de la Mode, la settimana accoglie 101 maison: 68 sfilate e 33 presentazioni. Tornano in calendario Casablanca, Christopher Esber, Ester Manas, Maison Margiela, Sacai e Valentino; mancano invece Nina Ricci e Rabanne, entrambe con la direzione artistica in transizione. Il marchio sudafricano Maxhosa Africa entra tra le sfilate, e la maison parigina Alexandra Golovanoff, fondata nel 2016, debutta nel calendario ufficiale con una presentazione.

Le giornate chiave, in sintesi:

  • Martedì 29 settembre: Christian Dior di Jonathan Anderson e, in serata, Saint Laurent di Anthony Vaccarello.
  • Mercoledì 30: il debutto di Drew Henry da Courrèges, poi The Row, Balmain, Stella McCartney.
  • Giovedì 1 ottobre: il debutto di Kai Nesselrath da Carven, Chloé, Balenciaga, Rick Owens, Schiaparelli, Isabel Marant.
  • Venerdì 2: Loewe, Givenchy, Victoria Beckham.
  • Sabato 3: Hermès, Comme des Garçons. Alaïa sceglie una presentazione al posto della sfilata.
  • Domenica 4: Miu Miu, Valentino, Jean Paul Gaultier.
  • Lunedì 5: Chanel di Matthieu Blazy, al calar della sera.
  • Martedì 6: Louis Vuitton di Nicolas Ghesquière chiude il calendario.

Cosa ha fatto Parigi con le gambe, di recente

Per capire cosa cercare conviene ricordare che Parigi, sulle calze, ha già scritto pagine importanti. Tre precedenti recenti, tutti documentati.

Valentino, autunno/inverno 2022. È la sfilata che molti indicano come l'inizio del revival del collant. Pierpaolo Piccioli vestì quasi tutta la collezione di un rosa acceso, il "Pink PP", e su AnOther Alexander Fury descriveva le modelle con gli arti «ricoperti di guanti e calze» dello stesso colore, contro una scenografia interamente rosa. Il collant smetteva di essere uno sfondo e diventava il look.

Saint Laurent, autunno/inverno 2024. Anthony Vaccarello costruì una collezione intera sulla trasparenza della calza. Su FashionUnited, Don-Alvin Adegeest ricordava che la calzetteria è uno dei tessuti più difficili da manipolare, e che un collant raramente dura più di qualche utilizzo. Vaccarello, intervistato da WWD dopo la sfilata e citato da FashionUnited, lo ammetteva senza problemi: «Volevo fare qualcosa di molto fragile. Non chiedetemi come potremmo produrlo». Anche per questo la sfilata serale del 29 settembre è una delle più attese da chi guarda le gambe.

The Row, autunno/inverno 2026. Lo scorso marzo, la maison delle sorelle Olsen ha mostrato, come annotava W Magazine, collant grigi con scarpe neutre e bianche e un solo filo di perle sotto un top trasparente. È la versione più silenziosa del collant: niente colore, niente decorazione, solo una tonalità che lega il look.

Tre registri diversi, quindi: il colore totale, la trasparenza come tessuto, il neutro come punteggiatura. Milano, pochi giorni fa, ha aggiunto il suo: collant rosa, viola e gialli da Jil Sander, un tessuto che ricorda un collant 80 denari diventato abito da Elisabetta Franchi, opachi neri sotto i tailleur a minigonna di Gucci.

I debutti da seguire

Secondo la guida di Luxury.it, i debutti di questa stagione sono due.

Drew Henry da Courrèges (mercoledì 30 settembre). Il designer sudafricano, già senior design director da Burberry e prima da JW Anderson e Phoebe Philo, succede a Nicolas Di Felice, che ha lasciato dopo cinque anni. Per chi guarda le gambe, Courrèges è un nome carico di storia. André Courrèges fu il "designer dell'era spaziale" della collezione primavera 1964, rese celebri gli stivali bianchi a metà polpaccio che diventarono i go-go boot degli anni Sessanta e, tra il 1967 e il 1971, puntò su bodystocking e tute in maglia a coste come capi di base, come ricostruisce la sua voce su Wikipedia. La domanda è se Henry guarderà a quell'archivio anche sotto l'orlo.

Kai Nesselrath da Carven (giovedì 1 ottobre). Nato a Roma, tedesco, formato al Polimoda e alla Central Saint Martins, è stato head designer della donna da Saint Laurent sotto Anthony Vaccarello, secondo Luxury.it. Proprio la maison che ha trasformato la calza in un tessuto da passerella.

Accanto ai debutti, la Daily Front Row segnala come osservati speciali la seconda collezione di Antonin Tron da Balmain, Chemena Kamali da Chloé e il ritorno del prêt-à-porter di Jean Paul Gaultier con Duran Lantink, dopo il suo discusso debutto in couture.

Le domande che ci portiamo in prima fila

Senza anticipare nulla che non sia ancora successo, ecco cosa terremo d'occhio:

  • Le trasparenze arrivano fino alle gambe? Dopo una Milano giocata sul velato e sulla lingerie a vista, vedremo se Parigi completerà i look con collant sottili o lascerà la gamba nuda.
  • La gonna al ginocchio si porta dietro la calza? Prada ha riportato la gonna al centro della stagione: se Parigi farà lo stesso, la questione di cosa mettere sotto diventa inevitabile.
  • Il colore resta in gioco? Dopo Jil Sander, qualcuno sposterà il colore sulle gambe?
  • I debutti cambiano le regole? Il primo défilé è il momento in cui un nuovo direttore creativo fissa il proprio vocabolario, styling compreso.
  • Da Saint Laurent a Carven, la trasparenza viaggia? Nesselrath arriva dalla maison che ha fatto della calza velata un segno distintivo. Sarà interessante vedere se, da Carven, sceglierà di prendere le distanze da quel linguaggio o di portarselo dietro.
  • Valentino torna in calendario: e le gambe? La maison da cui, secondo molti, è partito il revival del collant rientra in calendario dopo un'assenza, come segnala franceinfo. Domenica 4 ottobre vedremo se la gamba resta un terreno di gioco anche oggi.

Come leggere un collant in passerella

Nei prossimi giorni, guardando dirette e gallerie, qualche criterio aiuta a distinguere un dettaglio da una tendenza:

  • Styling o prodotto? Molti collant in passerella sono scelte dello stylist, non capi in vendita. Il segnale che conta è la ripetizione: se la stessa calza torna in più uscite, o in più maison, è un'idea destinata al negozio.
  • La densità si vede. Secondo la guida di Fogal, fino a 20 denari la gamba resta trasparente, tra 30 e 40 il colore è visibile ma morbido, da 50 in su diventa pieno. Nelle foto, guardate il ginocchio: dove la calza si tende, un velato schiarisce, un coprente no.
  • Il rapporto con la scarpa. Collant e calzatura dello stesso colore allungano la gamba; il contrasto la spezza. È spesso lì che si capisce l'intenzione.

Come useremo questo diario

Questo pezzo nasce come anteprima, scritto il giorno di apertura. Le risposte arriveranno dalle gallerie e dalle recensioni, che raccoglieremo sfilata per sfilata raccontando solo i collant effettivamente visti in passerella. Parigi ha già dimostrato, con Valentino e Saint Laurent, di saper trasformare una calza nell'immagine di una stagione. Tra nove giorni sapremo se lo ha fatto di nuovo, o se questa volta la risposta sarà la gamba nuda. Anche quella, a suo modo, sarebbe una notizia.

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