Kaia Gerber e i collant a pois Wolford: anatomia di un look
Alla festa di lancio del Vogue di dicembre 2024, il primo firmato da un guest editor, Marc Jacobs, Kaia Gerber ha scelto un LBD Marc Jacobs e collant Wolford a pois.


Un little black dress, un paio di collant, nessun accessorio a rubare la scena. Nel novembre 2024, alla festa di lancio del numero di dicembre di Vogue America, quello che per la prima volta nella storia della rivista portava in gerenza un guest editor, Marc Jacobs, la ragazza in copertina, Kaia Gerber, si è presentata con un abito nero Marc Jacobs e collant Wolford a pois su base nude. Una formula elementare solo in apparenza: a riguardarla oggi, dopo sfilate autunno-inverno 2026 piene di collant decorati, sembra un'anticipazione.
Una festa, non una copertina
Chiariamo subito un equivoco che circola spesso: i collant a pois non erano nelle foto di copertina. Il look è quello che Gerber ha indossato alla festa per il lancio del numero, documentato da The Zoe Report in un articolo del 16 novembre 2024 firmato da Meguire Hennes. La testata scrive che la modella ha partecipato alla festa di lancio con un little black dress Marc Jacobs e collant a pois di Wolford.
La distinzione conta. Le copertine erano un progetto editoriale costruito nei minimi dettagli; la festa, invece, è il luogo in cui una cover star sceglie come raccontarsi da sola. E Gerber, pur restando fedele al designer che l'aveva voluta sulla rivista, ha affidato tutto il messaggio alle gambe.
Il Vogue di Marc Jacobs
Per capire il peso di quell'abito bisogna partire dal giornale. Il numero di dicembre 2024 è stato il primo di Vogue America affidato a un guest editor, come hanno sottolineato The Independent e The Fashion Spot: un'abitudine per le edizioni britannica e francese, un inedito per quella statunitense. Anna Wintour, secondo The Independent, si era ispirata al Vogue francese del 1985 curato da David Hockney. La scelta aveva acceso subito le voci su un passo indietro della direttrice, che però, interpellata sul punto, ha risposto secondo la stessa testata con un secco «No. Absolutely not. I love my job». Jacobs, all'invito, ha ammesso di aver reagito con paura:
I was very scared, I really was. — Marc Jacobs, citato da The Independent
Secondo The Lexington Line, Jacobs ha affrontato il lavoro come avrebbe fatto con una nuova collezione, e il risultato è un numero molto suo. In copertina Kaia Gerber, fotografata da Steven Meisel con lo styling di Grace Coddington, i capelli di Guido Palau e il trucco di Pat McGrath; un'altra copertina è un ritratto dipinto dalla pittrice Anna Weyant. Il caschetto anni Sessanta di Gerber, spiegava The Zoe Report, era un omaggio alla sfilata primavera-estate 2024 di Jacobs, ottenuto da Palau cucendo insieme tre parrucche: non a caso Gerber ha raccontato di considerarlo «più uno scultore che un parrucchiere». Nelle pagine interne, tra gli altri, un ritratto di Jacobs nella sua casa firmata Frank Lloyd Wright scattato da Gregory Crewdson e servizi dedicati alla danza e alla "bellezza impossibile" di unghie, ciglia e tacchi esagerati. Gerber, che nel frattempo si era fatta strada come attrice con Bottoms e Saturday Night, era la scelta naturale: un volto di moda con un piede nel cinema. Il numero è arrivato in edicola il 26 novembre, quando le foto della festa, pois compresi, giravano già online.
Anatomia del look

Il look completo: abito nero, collant a pois, Mary Jane. Foto: Hunter Abrams
I dettagli sono pochi, ed è proprio questo il punto.
- L'abito: un little black dress di Marc Jacobs. Il nero pieno fa da cornice e lascia tutto lo spazio al disegno sulle gambe.
- I collant: Wolford, a pois. The Zoe Report precisa che i pois di Gerber erano un po' più grandi rispetto a quelli visti su Kendall Jenner, e appoggiati su una base nude.
- L'equilibrio: un solo elemento decorativo. Nessuna stampa in competizione, nessun colore aggiunto.
La base nude è la chiave di lettura. Un pois su fondo trasparente color pelle ha un effetto più leggero di un motivo su base nera, che risulterebbe più grafico e severo. Con un abito nero corto la gamba resta luminosa, e i pois sembrano disegnati direttamente sulla pelle. È un look che gioca sul contrasto tra il rigore dell'abito e l'ironia del motivo: esattamente il registro di Jacobs, che del pop e della nostalgia ha fatto una firma. E non è un episodio isolato: come Jenner, osservava The Zoe Report, anche Gerber è un'appassionata di collant a pois. Per una modella che di mestiere indossa le idee degli altri, un dettaglio ricorrente fuori dal set è quanto di più vicino a una firma personale.
Il pois come linguaggio delle celebrity
Gerber non era sola. Poche settimane prima, il 24 ottobre 2024, Kendall Jenner aveva pubblicato le immagini di una campagna Calzedonia in cui indossava i collant trasparenti a pois del marchio, con un body nero a collo alto e maniche lunghe, slingback e orecchini a cerchio, con lo styling di Dani Michelle, come raccontava The Zoe Report. Il post era diventato virale, e i collant a pois erano passati in pochi giorni da dettaglio a desiderio.
Nello stesso pezzo sulla festa di Vogue, la testata allineava un piccolo catalogo di celebrity che in quella stagione avevano scelto collant fantasia o dai colori decisi: oltre a Gerber e Jenner, Rihanna, Jenna Ortega, Lady Gaga, Diane Kruger, Rosie Huntington-Whiteley e Anna Kendrick. La stylist Corina Gaffey sintetizzava il fenomeno spiegando che i collant possono dare a un outfit semplice il rinnovamento definitivo, «instantly give a simple outfit the ultimate refresh».
Due anni dopo, quell'intuizione è arrivata in passerella: a Copenaghen, per l'autunno-inverno 2026, Caro Editions ha mandato in scena collant a micro-pois in marrone, bianco e nero.
Wolford e l'arte del puntino
Che il pois di Gerber portasse la firma di Wolford non è un caso. Il marchio austriaco, fondato nel 1950 e con sede a Bregenz, sul lago di Costanza, come si legge sul sito aziendale, produce ancora in Europa, a Murska Sobota in Slovenia, e ha il design a Milano; oggi fa parte di Lanvin Group. Il pois, nel suo catalogo, è un motivo ricorrente declinato in costruzioni diverse: i Dotted Net Tights, per esempio, sono una rete a maglia in cui il puntino nasce dalla struttura stessa del tessuto. E per le feste 2026, secondo Grazia, la collezione Holiday del marchio punta su cristalli, pois metallici e un catsuit scintillante.
La lezione, per chi compra, è che "collant a pois" non è una categoria sola: il pois può essere tessuto, a rete, applicato, lucido o opaco, e ognuna di queste scelte cambia l'effetto sulla gamba.
Come rifarlo
La bellezza di questo look è che si ricostruisce con pochissimi pezzi, senza bisogno di un abito firmato.
Scegliete la scala giusta. Pois grandi e distanziati, come quelli di Gerber, sono un motivo dichiarato: chiedono un abito semplice e senza stampe. Se preferite un effetto discreto, puntate su pois piccoli e fitti, che da lontano si leggono quasi come una texture.
Base nude o nera? Il nude è più fresco e più fedele al look originale; il nero è più facile in pieno inverno e con scarpe scure. In entrambi i casi, un denaro basso mantiene l'effetto leggero dei pois.
L'abito. Nero, corto o al ginocchio, dalla linea pulita. Maniche lunghe o scollo alto funzionano benissimo d'inverno perché concentrano l'attenzione sulle gambe, come nel body scelto da Jenner.
Le scarpe. Scure e semplici: décolleté o slingback nere completano la silhouette senza interrompere il motivo.
La qualità. Tendete leggermente la gamba del collant sotto la luce prima di comprarlo: se i pois diventano ovali in mano, sulla gamba lo faranno ancora di più.
Alla fine, il look di Kaia Gerber funziona per la stessa ragione per cui funzionava il numero di Jacobs: prende un classico, il little black dress, e ci mette sopra una nota di gioco. Sulla carta è un dettaglio. In foto, è l'unica cosa che si guarda.

