Filati bio, AI e trend 2027: com'è andato il Legwear Innovation Day
Circa 150 aziende della calza a Castel Goffredo a fine ottobre: un filato 100% bio-based, la LYCRA da mais, l'intelligenza artificiale secondo PwC e quattro trend per il 2027/28.
Cinque ballerini davanti a una parete di LED, e sulle gambe capi che non sono ancora in vendita: la parte più fotografata del Legwear Innovation Day 2026 è stata questa. Il resto è stato più tecnico e, per chi segue i collant sostenibili, più interessante. A fine ottobre The LYCRA Company e Fulgar hanno riunito a Castel Goffredo, nel distretto mantovano della calza, circa 150 rappresentanti delle aziende del settore per parlare di filati di origine vegetale, di intelligenza artificiale e delle tendenze per la stagione 2027/2028. Abbiamo letto i resoconti della stampa di settore per capire che cosa è stato detto davvero e che cosa cambia, o cambierà, nell'etichetta di un collant.
L'evento: chi c'era e dove
L'incontro si è svolto al Fulgar Event Space di Castel Goffredo. Secondo Knitting Industry, che lo ha raccontato il 2 novembre, i presenti erano «quasi 150»; Knitting Trade Journal scrive «più di 150». Il giorno esatto non è indicato in nessuno dei due articoli: Knitting Industry parla della «settimana scorsa».
È un appuntamento fisso. L'anno scorso, il 7 ottobre 2025, Fulgar contava ugualmente quasi 150 presenti e in quell'occasione The LYCRA Company aveva annunciato i primi capi con la sua fibra bio-derivata. Quest'anno ad aprire sono stati Ettore Manfrotto, account manager Brand & Retail di Lycra, e Alice Sperindio, responsabile vendite legwear per l'area EMEA.
EVO: il filato tutto vegetale

Daniela Antunes, marketing manager di Fulgar, presenta «Le tecnologie biobased a 360°»: sullo schermo i semi di ricino e il mais da cui partono i filati. Foto: Fulgar.
La parte sui materiali l'ha tenuta Daniela Antunes, marketing manager di Fulgar. Il primo filato presentato è EVO by Fulgar, una poliammide (il nylon dei collant) 100% bio-based: non contiene materie prime fossili. Viene da due piante, il ricino e il mais industriale non destinato all'alimentazione. Il ricino, spiega Fulgar, cresce in zone aride e su terreni poveri, dove non toglie spazio alle colture alimentari. Sulle proporzioni le fonti non coincidono: Knitting Industry scrive «in parti uguali», la scheda di Fulgar dice che oltre metà della materia prima viene dal ricino.
Sulla stessa scheda Fulgar attribuisce a EVO un assorbimento di umidità dell'1,6% contro il 4% di una poliammide 6.6 tradizionale, quindi un filato che asciuga prima, e una certificazione del contenuto bio-based secondo la norma ASTM D6866.
La LYCRA che viene dal mais
Il secondo materiale è la fibra LYCRA rinnovabile, la versione bio-derivata di LYCRA EcoMade: un elastan con il 70% di contenuto ricavato da mais industriale. Secondo Lycra può ridurre l'impronta di carbonio della fibra «fino al 45%» rispetto alla LYCRA tradizionale di origine fossile. Due cautele, le stesse che avevamo segnato per Oroblù: «fino a» indica un massimo, e il confronto riguarda la fibra, non il collant finito.
Nel collant l'elastan è la parte minore: il 6% nei collant Oroblù, il 15% nei satinati di Heist. Per questo conta che le due novità arrivino insieme: il grosso del capo è poliammide, e un collant davvero meno fossile ha bisogno di entrambe. Cosa sono queste fibre e come leggerle in etichetta: di cosa sono fatti i collant.
Dal catalogo Lycra sono arrivate anche due proposte meno da passerella. Alberto Ceria, technical product manager, ha presentato Coolmax CloakFX, una fibra che maschera gli aloni di sudore sul tessuto, nella parte dedicata al seamless; Daniele Maggi, responsabile vendite per Italia e Sud Europa, ha parlato di abbigliamento da lavoro, dove contano resistenza, elasticità e taglie inclusive.
L'intelligenza artificiale secondo PwC
L'intervento più lontano dal filato era quello di Stefano Spiniello, partner di PwC Italia, intitolato «The Future of Legwear & Seamless Lies in AI», il futuro della calza e del seamless passa dall'AI. Le applicazioni elencate da Knitting Industry riguardano tutta la filiera: sviluppo del prodotto, previsione della domanda, produzione, controllo qualità, logistica, servizio al cliente. Spiniello ha insistito su un punto: l'AI funziona solo con dati ordinati, processi integrati, persone formate e regole chiare. Non sono stati annunciati progetti di aziende precise.
I quattro trend per il 2027/2028
Le tendenze sono state sviluppate dallo Stijlinstituut di Amsterdam con The LYCRA Company e hanno quattro nomi: Spark Glam, Give Strength, Touch Origins e Find Clarity. Knitting Industry le definisce «prospettive estetiche distinte» per le collezioni di calze del 2027/2028. Oltre ai nomi, però, la stampa non ha pubblicato descrizioni di colori, filati o modelli, e non abbiamo trovato un comunicato di Lycra o di Fulgar che le spieghi: le racconteremo quando saranno pubbliche, senza indovinarle dai titoli.
Si sa invece come sono state mostrate: una performance di danza con cinque ballerini, capi concept realizzati nei laboratori Lycra e fondali LED animati, con il commento tecnico di Davide Rossi, technical sales support di Lycra. Nella foto di Fulgar si vedono collant coprenti rosa a vita alta, gambe velate sotto un body azzurro e ciclisti color cipria. L'anno scorso i temi erano quattro occasioni d'uso, Work-School, Sport, Chill e Going Out; quest'anno i nomi sembrano descrivere stati d'animo più che momenti della giornata, ma è una lettura nostra.
Chi usa già questi filati
Qui conviene essere precisi, perché tra filato presentato e collant in negozio passano anni.
- Oroblù è il nome più concreto. I suoi Bio-Derived Sneakers Tights uniscono la poliammide Q-GEO di Fulgar, con il 46% di materiale bio-derivato, e la LYCRA EcoMade al 70% bio-derivata. Non è EVO, ma è la stessa idea: mais al posto di una parte del petrolio.
- EVO nella calza ha qualche precedente: Knitting Industry raccontava nel 2021 due collant di Gambettes Box, il marchio francese in abbonamento, a pois e a piccoli rombi, e nel 2018 il modello Celeste della linea Tightings di Duelegs. Non abbiamo verificato se siano ancora in vendita.
- I filati Fulgar compaiono anche in collant recenti, ma riciclati e non vegetali: il modello The Heart di Heist è al 79% Q-Nova, una poliammide riciclata.
Nessuno degli intervenuti ha annunciato, secondo i resoconti, nuovi marchi che adotteranno EVO o la LYCRA rinnovabile.
Cosa cambia per chi compra collant
- Leggete le percentuali, non gli aggettivi. «Bio-based» vuol dire che la materia prima viene da piante. Non vuol dire biodegradabile né naturale: EVO e la LYCRA da mais restano fibre sintetiche.
- Fate il conto sul capo intero. Il 70% della LYCRA si applica solo all'elastan; un 100% bio-based sulla poliammide pesa molto di più, perché la poliammide è la quasi totalità del collant.
- Cercate il nome del filato. EVO, Q-GEO, LYCRA EcoMade: i marchi che li usano di solito lo scrivono in scheda prodotto. Se c'è solo un generico «eco», chiedete.
- La durata conta quanto l'origine. Un collant vegetale che si smaglia alla seconda uscita non è un progresso: lavaggio a mano o in sacchetto, a 30 gradi, e paia a rotazione valgono per qualunque fibra.
Le foto
Le due fotografie dell'evento sono di Fulgar (© Fulgar) e sono state diffuse con il resoconto pubblicato da Knitting Industry il 2 novembre 2026. Sui profili Instagram ufficiali di Fulgar e di LYCRA non abbiamo trovato post dell'evento al 3 novembre.
Nel 1940 la DuPont presentava il nylon delle calze come una fibra fatta di «carbone, aria e acqua». A Castel Goffredo la ricetta presentata è olio di ricino e mais: resta da vedere quanto ci metterà ad arrivare sugli scaffali.
Domande frequenti
Che cos'è il Legwear Innovation Day?
È l'incontro annuale che The LYCRA Company organizza con Fulgar a Castel Goffredo, nel Mantovano, per le aziende della calzetteria: nuove fibre, mercato e trend della stagione successiva. L'edizione 2026 si è tenuta a fine ottobre al Fulgar Event Space.
Che cos'è il filato EVO di Fulgar?
Una poliammide 100% bio-based, cioè ricavata interamente da materie prime vegetali: olio di ricino, da piante coltivate in zone aride che non competono con il cibo, e mais industriale non destinato all'alimentazione.
Quali collant usano già filati in parte vegetali?
Il caso più recente è quello dei Bio-Derived Sneakers Tights di Oroblù, con poliammide Q-GEO di Fulgar (46% bio-derivata) e LYCRA EcoMade (70% bio-derivata). In passato il filato EVO è stato usato nei collant di Gambettes Box (2021) e nei Tightings di Duelegs (2018).





