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Swedish Stockings apre il primo pop-up a New York: il boom dei collant in numeri

Dal 7 al 18 ottobre al 251 di Elizabeth Street, a Nolita, con il ritorno dei Roxana Tiger Tights disegnati con Leandra Medine Cohen. Ricavi americani a +37%, e il nero che scende dall'80 al 65–70% delle vendite.

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Illustrazione: gambe color pelle con righe tigrate rosse e décolleté nere, con la foto del cartello stradale di Elizabeth Street a Nolita

Apre oggi, 7 ottobre, e resta aperto fino al 18: il primo pop-up americano di Swedish Stockings è al numero 251 di Elizabeth Street, a Nolita, la manciata di isolati a sud di Houston Street dove Manhattan tiene le vetrine piccole e care. Il marchio svedese, che fa collant con filati rigenerati, ci arriva con numeri che spiegano perché New York e perché adesso: secondo quanto ha dichiarato a Glossy, i ricavi diretti negli Stati Uniti sono cresciuti del 37% tra gennaio e settembre 2026, e il nero, che nel 2024 valeva circa l'80% delle vendite, oggi è sceso al 65–70%. Chi entra alle otto del mattino, scrive il marchio su Instagram, trova in anteprima il Roxana Tiger Tights, il collant tigrato disegnato con Leandra Medine Cohen, in due colori nuovi.

Il palazzo in mattoni rossi al 211 di Elizabeth Street, a Nolita

Elizabeth Street, Nolita: i palazzi in mattoni rossi nella stessa strada del pop-up. Foto: ajay_suresh, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons.

I numeri del boom

Glossy, che ha parlato con la fondatrice e amministratrice delegata Linn Frisinger, ha pubblicato una serie di dati che il marchio di solito non dichiara. Tra gennaio e settembre 2026 i ricavi totali sono cresciuti di oltre il 30% sullo stesso periodo del 2025, le vendite ai rivenditori del 45% negli ultimi dodici mesi, e nel 2025 i ricavi arrivavano per il 54% dalla vendita diretta, per il 35% dai negozi partner e per l'11% da altre attività. La società resta privata, in mano ai fondatori e a singoli azionisti, senza fondi di private equity, e si finanzia con quello che vende; l'utile netto, dice Frisinger, c'è, ma non lo quantifica. «Stiamo molto attenti ai soldi», ha spiegato. «Se vuoi cambiare l'industria devi restare in giro. E questo vuol dire costruire un'azienda finanziariamente stabile».

Il contesto aiuta. Secondo i dati di Euromonitor citati da Glossy, il mercato americano della calzetteria non velata ha registrato una crescita solida nel 2025, e la società di ricerca si aspetta che moda e social media continuino a spingere la domanda del collant come capo che si fa notare, non come strato invisibile. Nelle sfilate di settembre la gamba vestita era ovunque, e Swedish Stockings era su alcune di quelle passerelle: le calze lunghe da Cecilie Bahnsen e i collant a cavallo basso disegnati con Julie Kegels a Parigi, i capi per Daniel W. Fletcher a Londra, come racconta il profilo del marchio.

Infografica: i numeri di Swedish Stockings a New York

I numeri dichiarati a Glossy: la crescita, la quota del nero e l'effetto dei modelli disegnati con Leandra Medine Cohen.

Il nero perde terreno

Il dato più interessante non riguarda New York ma il colore. Nel 2024 circa l'80% delle vendite di Swedish Stockings era nero; oggi la quota è scesa al 65–70%, e il resto è fatto di stampe, colori e pizzi. Frisinger descrive un meccanismo che chiunque abbia comprato un paio di collant colorati riconosce: «Prima comprano qualcosa che salta all'occhio, poi vedono che la qualità è buona e cominciano a comprare da noi anche i basici». Le fashioniste li indossano e li mostrano al loro pubblico; «la cliente più ampia magari non compra il paio più vistoso, ma si ispira e compra quello nero o qualcosa di più discreto».

I numeri lo confermano. Tra ottobre e dicembre 2025, il 75% di chi ha comprato i modelli disegnati con Leandra Medine Cohen era nuovo per il marchio, e il 49% di loro ha già comprato di nuovo, contro il 51% degli altri clienti alla prima volta. Nei due mesi successivi al primo lancio, ottobre e novembre 2025, i ricavi diretti globali sono cresciuti del 60–70% rispetto all'anno prima. Il nero resta «il pane quotidiano», come lo chiama Frisinger, ma il tigrato è la porta d'ingresso.

Chi è Swedish Stockings

Il marchio è nato a Stoccolma nel 2013, fondato da Linn Frisinger e Nadja Forsberg, con un'idea semplice: rifare il collant, l'oggetto più usa e getta del guardaroba, con nylon rigenerato. «I collant sono piccoli ed economici, ma ogni anno ne vengono buttati miliardi di paia», ha detto Frisinger a Vogue Scandinavia presentando la collezione autunno/inverno 2026, fotografata da Janneke Van Der Hagen con lo styling di Hilda Sandström. «Volevamo sfidare l'idea che un collant debba semplicemente confondersi con il resto». La produzione è a Castel Goffredo, nel distretto mantovano della calza, e in alcuni modelli il filo è ECONYL ricavato da reti da pesca: ne abbiamo raccontato la storia. L'azienda offre anche un servizio di produzione per altri marchi, Treadfine, e negli Stati Uniti vende da Nordstrom, Bloomingdale's, Ssense, FWRD, Revolve e, in dropshipping, Moda Operandi.

Roxana, il tigrato di Leandra Medine Cohen

Il Roxana Tiger Tights è nato nell'ottobre 2025 dentro «Integrated Parts», una capsule in edizione limitata di quattro modelli disegnata con Leandra Medine Cohen, la giornalista e autrice americana che ha fondato Man Repeller, dopo un anno di lavoro insieme. «Volevamo far emergere questi stati d'animo diversi e tirare fuori le parti che compongono il nostro stile personale», ha raccontato nel diario del marchio Beatriz Gama, responsabile creativa di Swedish Stockings. Medine Cohen ha spiegato perché proprio questo marchio: «Non c'è nessun altro che dia ai collant un premio di lusso così alto». E ha dato un consiglio a chi ha paura di una stampa così forte: «Cominciate a portarli sotto i pantaloni, fa meno paura quando funzionano più come calze».

Il collant in sé è un 40 denari, quindi semi-coprente, come spiega la nostra guida ai denari: stampa tigrata, 89% poliammide e 11% elastan da filati rigenerati, cintura alta e morbida, tassello in cotone, punta rinforzata, cuciture piatte, taglie dalla XS alla XXL, prodotto in Italia. Secondo la scheda del marchio, la versione arancione originale è andata esaurita subito; a marzo 2026 è stata rimessa in vendita. Ora torna in tre colori, Sharp Red, Bubblegum e l'arancio di sempre: in anteprima al pop-up dal 7 ottobre, online dall'8 ottobre alle 15, ora italiana. Il prezzo è di 65 dollari negli Stati Uniti e di 43 euro sul sito europeo. «Non potevamo immaginare di aprire il nostro pop-up di New York senza Roxana», ha detto Frisinger a Glossy. «È il modello che ha avuto un ruolo così importante nell'espandere la nostra presenza negli Stati Uniti, e che ha lasciato davvero il segno».

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Il post di Swedish Stockings del 18 settembre 2026: i Roxana Tiger Tights tornano in Sharp Red e Bubblegum, in anteprima al pop-up di New York.

Collant tigrati, tre look

Una stampa animalier sulla gamba è un'affermazione, e come tutte le affermazioni funziona se il resto del discorso sta zitto. Tre abbinamenti, dal più facile al più deciso.

  • Sotto il trench. È il modo preferito da Hilda Sandström, la stylist della campagna: un cappotto o un trench e il collant che appare solo tra l'orlo e la scarpa. Con un mocassino o uno stivaletto nero l'effetto è quello di un dettaglio scoperto per caso.
  • Con la minigonna di denim. Denim scuro, maglia semplice, collant Sharp Red o arancio e stivale nero al ginocchio, oppure una ballerina. La riga fa tutto il lavoro: niente stampe sopra, niente accessori che gridano. Vale la stessa logica dei collant rossi nello street style.
  • Sotto lo slip dress nero. La versione da sera: l'abito sottoveste nero, il tigrato in grigio scuro o arancio e un sandalo metallico, l'abbinamento che suggerisce il marchio stesso. Un 40 denari sotto un abito corto regge anche le serate più lunghe.

Una regola per tutti e tre: un solo motivo per look. Se la gamba è tigrata, la borsa, la scarpa e la giacca restano a tinta unita, preferibilmente scure.

Il pop-up, il 14 ottobre e cosa arriva nel 2027

Il negozio temporaneo è al 251 di Elizabeth Street, nella parte alta di Nolita, in una strada dove da anni si alternano piccoli marchi indipendenti e boutique di designer. Apre il 7 ottobre alle otto del mattino e chiude il 18; il 14 ottobre Leandra Medine Cohen sarà in negozio. Per il marchio è anche un modo di presentarsi di persona a un mercato dove finora vendeva solo online e attraverso i grandi magazzini.

Non finisce con il tigrato. Con la designer Colleen Allen, finalista del premio LVMH, Swedish Stockings ha sviluppato una serie di body stockings, calze integrali, presentata in anteprima con la collezione primavera/estate 2027 e in vendita dal prossimo anno. E la filosofia resta quella del collant che dura: «Il punto è che non dovresti doverli ricomprare in continuazione», ha detto Frisinger. «Puoi tirarli fuori di nuovo tra due anni, e faranno ancora qualcosa in più».

Il nero resta il pane quotidiano di qualsiasi cassetto. Ma i dieci-quindici punti di quota che ha perso in due anni dicono che, per la prima volta da molto tempo, un collant si compra anche per farsi guardare.

Sullo stesso tema: la storia di Swedish Stockings e dei collant dalle reti da pesca, i collant colorati e il loro ritorno e la guida ai denari.

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