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Storie dei brand

Falke, dal 1895 a oggi: storia del marchio tedesco

Un conciatetti del Sauerland, una fabbrica che dal 1920 è ancora nella stessa strada, calze da sci con il piede destro e sinistro: 130 anni di Falke, ancora in famiglia.

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Il numero 1895, anno di fondazione di Falke

Nel Sauerland, la regione collinare della Vestfalia dove gli inverni sono lunghi e nevosi, a fine Ottocento i tetti non si rifacevano per mesi. Franz Falke-Rohen, conciatetti e bracciante, quei mesi li passava nelle maglierie di Schmallenberg. Nel maggio 1895 decise di mettersi in proprio. Centotrent'anni dopo, la sua impresa fattura 285 milioni di euro, vende in oltre 60 Paesi, ha la sede nella fabbrica costruita nel 1920 ed è ancora guidata dalla stessa famiglia. Pochi marchi di calzetteria possono raccontare una continuità così ostinata, e ancora meno possono dire di aver attraversato tutte le crisi del Novecento tedesco senza lasciare il paese dove sono nati.

Un conciatetti nel Sauerland

La storia la ricostruisce con precisione il portale regionale Westfalen Regional del Landschaftsverband Westfalen-Lippe. Falke-Rohen aveva fatto esperienza in una delle tante maglierie del paese prima di aprire la propria. Dal 1906 produce per la prima volta con il proprio nome e, insieme al figlio Franz Falke jr., costruisce passo dopo passo una delle aziende più grandi dell'Hochsauerland, ancora oggi la più grande industria di Schmallenberg.

Poco dopo la Prima guerra mondiale arriva l'acquisto della filatura di lana Meisenburg, sempre a Schmallenberg: il primo passo verso il controllo della materia prima. Nel 1920 si costruisce una fabbrica moderna con nuove macchine per calze, che è ancora la sede del gruppo. Già nel 1928 i dipendenti sono 800, e nella produzione vengono coinvolti anche laboratori esterni, perfino in Turingia.

Il Novecento: pagine scure e un logo nuovo

Nel 1939, in piena epoca nazista, Falke acquista la storica maglieria dell'imprenditore ebreo Salomon Stern, oggi Falke Fashion. È una pagina che il portale regionale registra senza commenti, e che una storia onesta del marchio non può saltare.

Subito dopo la guerra nasce il logo con il nome Falke, usato per la prima volta sulle calze e registrato nel 1950. Dal 1951, secondo FashionUnited, la guida passa alla terza generazione, Paul e Franz-Otto Falke; Paul sarà anche per molti anni sindaco di Schmallenberg. Nel 1958 l'acquisizione della Strumpfwerke Uhli di Lippstadt porta l'azienda nel mondo delle calze fini e dei collant: è l'ingresso di Falke nella calzetteria femminile vera e propria.

Dalle calze grigie alla moda

Per decenni la reputazione di Falke è stata legata alle calze da uomo. Il gruppo ha lavorato per scrollarsela di dosso: il portale regionale ricorda campagne pubblicitarie firmate da grandi fotografi di moda, pensate per superare l'immagine casalinga dei calzini grigi. Negli anni Settanta arrivano le licenze con le maison: FashionUnited cita Armani, Lagerfeld e Christian Dior, il magazine tedesco WOLL parla di Armani, Boss e Joop. Le liste cambiano a seconda della fonte, ma il senso è lo stesso: un produttore tecnico che impara a lavorare per lo stile altrui.

Nello stesso periodo il gruppo si internazionalizza presto: dal 1974 nascono società estere, per esempio in Austria e Portogallo, e uno stabilimento in Sudafrica. Nel 1975, secondo WOLL, Falke fattura 180 milioni di marchi con 3.500 dipendenti. Poi le scelte si affinano: la maglieria donna, prodotta per circa vent'anni, viene chiusa nel 1985; nel 1990 la guida passa ai cugini Paul Falke e Franz-Peter Falke, quarta generazione, come conferma il sito ufficiale; nel 1992 apre a Colonia il primo flagship store; nel 1997 rileva i Leinefelder Textilwerke, ex vetrina industriale della Germania Est, che per oltre un decennio le garantiscono filati speciali propri, prima di rivenderli nel 2010; nel 2008 il gruppo acquisisce i diritti del marchio Burlington per Europa, Medio Oriente e Africa, Australia e Sud America.

La scienza della calza

Il lato meno noto di Falke è quello tecnico. L'Ergonomic Sport System (ESS), la linea sportiva del marchio, secondo l'associazione dei maestri di sci statunitensi PSIA-AASI, partner del brand, è nato nel 1996. L'idea di base è semplice e rivoluzionaria insieme: la calza ha una punta sinistra e una destra, più lunga all'interno del piede e più corta all'esterno, come spiega la guida del rivenditore britannico Snow+Rock, che aggiunge che le calze vengono sviluppate e testate con le squadre di sci alpino austriaca e tedesca. Dal 2005, secondo il portale regionale, Falke è diventata un fornitore completo di abbigliamento sportivo funzionale, anche grazie alla collaborazione con l'Università dello Sport di Colonia. Nel 2007 è stata l'unica azienda tessile a ricevere il Premio di design della Repubblica federale tedesca, per un pullover sportivo.

C'è un filo che lega le calze da sci ai collant velati: la stessa ossessione per vestibilità, compressione e resistenza. È il motivo per cui Hello! Magazine, nella sua guida ai brand di calzetteria di lusso, scrive che non sorprende quanto Falke conosca bene il mondo dei collant di qualità.

Falke oggi: numeri, fabbriche, sostenibilità

Nell'aprile 2026 un'intervista di FashionUnited a Franz-Peter Falke ha fotografato il gruppo: quasi 2.900 dipendenti, 285 milioni di euro di fatturato nel 2024, il 48% all'estero, presenza in oltre 60 Paesi. Alla guida ci sono Franz-Peter Falke, il cugino Paul Falke e l'amministratore delegato Martin Winkler, arrivato nel 2017; in azienda lavora già la quinta generazione della famiglia. Il marchio si firma "Germany 1895", e nel 2023 il Marketing Club Südwestfalen lo ha premiato come uno dei pochi brand di consumo della regione con fama mondiale, secondo FashionNetwork. Il controllo della produzione, «dal filato al prodotto finito», resta a Schmallenberg. E sui dazi, il socio non gira intorno al problema:

Yes, we face challenges with tariffs that are economically damaging to us. — Franz-Peter Falke, a FashionUnited

La mappa produttiva comprende Germania, Serbia, Slovacchia e Sudafrica. In Serbia, a Leskovac, Falke ha aperto nel 2012 una delle fabbriche di maglieria più moderne del mondo, con un investimento di oltre 10 milioni di euro e una capacità prevista fino a 15 milioni di paia l'anno: coerente con la linea che l'azienda ribadisce oggi: produrre il più vicino possibile ai propri mercati di vendita.

Sulla sostenibilità, il programma si chiama Falke We Care. Secondo una comunicazione dell'azienda del 2021, circa il 90% degli articoli di calzetteria nasce in stabilimenti propri in Germania e in Europa, sottoposti ad audit interni e di istituti esterni su condizioni di lavoro, salari equi e sicurezza; i fornitori di lana devono dimostrare l'assenza di mulesing e l'angora è certificata Caregora.

Come scegliere un collant Falke

Se è il vostro primo acquisto del marchio, qualche indicazione pratica:

  • Partite da un velato o semi-coprente neutro. È il modo più semplice per valutare vestibilità, tenuta in vita e resistenza, i punti su cui un marchio di calzetteria si gioca la reputazione.
  • Leggete la composizione. Percentuale di elastan, eventuali fibre naturali, rinforzi su punta e tallone dicono più del prezzo.
  • Considerate la linea sportiva anche per la città. Chi cammina molto apprezza la logica della calza destra e sinistra.
  • Trattateli bene. Lavaggio a mano o in sacchetto a bassa temperatura, niente asciugatrice: un collant di qualità dura di più solo se lo si lascia fare.

Nel 2013 il portale regionale osservava che l'industria tedesca delle calze contava un tempo 130 aziende e che ne restavano meno di due dozzine, con Falke in testa grazie a una strategia premium che le consentiva prezzi fino a cinque volte quelli della concorrenza asiatica. È la sintesi migliore di questa storia: in un settore che ha delocalizzato quasi tutto, Falke ha scommesso che la gente avrebbe pagato di più per una calza fatta meglio. Dopo 130 anni, la fabbrica del 1920 è ancora lì a dimostrarlo.

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