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Storie dei brand

Fogal: il brand svizzero delle collaborazioni con i designer

Dalla prima boutique di sole calze a Zurigo al rammendo in negozio, dagli artisti alle capsule con Dries Van Noten: un secolo di Fogal, fino al nuovo proprietario di Abu Dhabi.

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La scritta Zürich, città di Fogal

Prima di Fogal, a Zurigo, un buon paio di calze si ordinava da un artigiano e si aspettava. Léon Fogal, figlio di un produttore svizzero di calzini, ebbe un'idea che oggi sembra ovvia: un negozio dedicato solo alla calzetteria, con le calze pronte da portare via. Poi ne ebbe un'altra, ancora più moderna: ripararle sul posto. Un secolo più tardi il marchio vende reti tempestate di 15.000 cristalli e ha firmato capsule con Dries Van Noten, ma quella doppia intuizione, comodità e durata, resta il filo della sua storia.

Come per molti marchi storici, la data d'origine dipende da cosa si conta. Fogal fa risalire la fondazione al 1921, anno che compare anche sul sito del suo attuale proprietario, e nel 2021 ha celebrato il centenario. La cronologia pubblicata sul sito ufficiale, però, colloca l'apertura della prima boutique a Zurigo nel 1923, e nel 2007 la direttrice della comunicazione dell'epoca diceva a WWD che l'azienda era stata creata a Zurigo proprio nel 1923. Il 1921 è la data del marchio; il 1923 quella del primo negozio documentato.

Il successo, racconta Fogal, fu immediato: altre boutique seguirono presto in tutta la Svizzera.

Riparare invece di buttare

Nel 1925 arriva l'innovazione più sorprendente, vista da oggi: il servizio di riparazione in negozio, con una macchina speciale per rammendare le calze di seta e poi di nylon. Le clienti portavano le calze smagliate e, secondo il marchio, in pochi minuti le riprendevano sistemate. Fogal si definisce il primo marchio ad averlo offerto.

Nel 1939, sempre secondo la cronologia ufficiale, Léon Fogal importa in Europa le prime calze di nylon. La stessa pagina, altrove, parla dell'arrivo dei «nylon» in Svizzera negli anni Quaranta, e Lingerie Briefs scrive che fu il primo a importarli in Svizzera: la sostanza non cambia, Fogal fu tra i primissimi a portare la nuova fibra nel suo mercato. Seguono le calze senza cucitura nel 1950, lavorate in un unico pezzo, e nel 1960 i collant, con i colori pieni e coprenti e i motivi che il marchio considera ancora oggi un suo segno distintivo. Fogal si attribuisce anche un ruolo guida nella moda mondiale dei collant colorati degli anni Sessanta.

Da Zurigo a Madison Avenue

Alla morte di Léon Fogal, nel 1968, la proprietà passa alla famiglia di banchieri zurighesi di Walter Meier. I negozi in Svizzera sono sei. Nel 1970 arrivano i primi gambaletti e, nel 1971, i primi collant in cashmere e in seta, con un'attenzione precoce, dice il marchio, per i materiali naturali.

Poi l'espansione. Dal 1982 Fogal apre a New York, Parigi, Londra, Monaco, Hong Kong e Tokyo. Nel 2007 WWD raccontava 25 anni di presenza negli Stati Uniti, una boutique al 115 di Madison Avenue, una seconda in arrivo al 611 e 22 negozi monomarca nel mondo. Negli anni Ottanta era nata anche la lingerie, una linea di cotone chiamata In Addition pensata da abbinare alle calze; nel 2007 si era allargata a un gruppo trasparente in Lycra chiamato Nude, descritto come «una seconda pelle», e i prodotti erano in vendita anche da Barneys e Bloomingdale's. Nel 1985 la designer Lilo Nido firma un collant senza cucitura centrale, con slip a perizoma in pizzo integrato; nel 2000 arriva il bodywear «seconda pelle».

Gli artisti prima degli stilisti

Il gusto per le collaborazioni nasce presto, e passa per l'arte più che per la moda. Nel 1974 Fogal lavora con l'artista britannico Allen Jones, che dipinge facciate nelle stazioni ferroviarie di Basilea e Zurigo. Negli anni Novanta i sacchetti diventano oggetti da collezione: nel 1992 ne disegna uno l'illustratore Jean Robert, nel 2007 WWD annunciava quello dell'artista Madeleine Berkhemer. Nel 2013 il cinema: per Il grande Gatsby Fogal crea calzini da ballo e collant «Charleston». Un incontro naturale, per un marchio nato proprio negli anni raccontati da Fitzgerald.

Il centenario e le capsule con i designer

Nel 2017 Fogal viene acquisito da Margaux ed Edouard Burrus. Nel 2018 il marchio presenta collant in fibre alternative: ramiè, kapok, canapa, banana, corteccia di agrumi e bambù. E con il centenario le collaborazioni con la moda diventano strategia, con la stampa di settore generosa: FashionNetwork definiva Fogal il «nec plus ultra» della calza. Come ha raccontato FashionNetwork nel 2021, per l'autunno/inverno 2021-22 Fogal ha preparato tre capsule con Dries Van Noten, Ulla Johnson e Zadig & Voltaire, in fibre organiche e riciclate. Con Van Noten il legame c'era già: il designer belga aveva portato in una sua sfilata collant multicolori Fogal.

Nella stessa stagione il nuotatore Yannick Agnel, oro olimpico nei 200 stile libero a Londra 2012, ha esplorato gli archivi e firmato un leggings con due sottili righe bianche laterali, pensato per richiamare l'attenzione sulla parità tra prestazioni sportive femminili e maschili, mentre il direttore creativo Jean-Luc Amsler disegnava una linea tecnica da palestra. L'obiettivo lo spiegava Margaux Burrus:

"We are positioning Fogal as part of a new ready-to-wear designed for all times of the day, from the yoga room to afterwork, and including the home office." (Margaux Burrus, a FashionNetwork, 2021)

Cioè: Fogal come guardaroba per tutta la giornata, non solo come calza.

Fogal oggi

Da aprile 2023 Fogal fa parte di ChimHaeres Investment Holding, società con sede nel centro finanziario Abu Dhabi Global Market che possiede anche Borsalino, Vionnet e Zagato. Il marchio parla di un nuovo capitolo, dedicato a riportarlo al suo status iconico.

Il prodotto, secondo un ritratto pubblicato da Lingerie Briefs a luglio 2026, resta fedele alle fibre nobili: i filati sono certificati Oeko-Tex Standard 100, esistono collant coprenti con il 95% di seta, ogni capo viene formato a caldo su sagome e i modelli più pregiati passano due controlli qualità. La punta si chiude con una cucitura piatta o con una rimagliatura a mano quasi invisibile. I prezzi partono da 53 dollari e arrivano ai 1.257 delle reti Marilyn, con 15.000 cristalli applicati a mano. Hello! Fashion lo definisce un marchio «heritage», dai basici robusti ai motivi decisi, con collaborazioni in edizione limitata con «i marchi del momento». Il suo esempio è il collant Pois, che unisce un finissimo motivo a rombi a eleganti pois.

L'offerta attuale va dai velati leggerissimi alle reti sottili, dagli opachi vellutati ai colori accesi, al lurex e ai motivi leopardati, e si allarga ad activewear, bodywear e capi modellanti lavorati con le stesse tecniche di maglieria. La campagna più recente, Femme Fogal – The Art of Becoming, fotografata da Anoush Abrar con lo styling di Boutique Annabelle, racconta una donna che cambia e si reinventa: un modo elegante per dire che anche il marchio, dopo il cambio di proprietà, sta cercando la sua forma nuova.

Come scegliere un Fogal

  • Leggete la percentuale. Lingerie Briefs ricorda che molti collant «di cashmere» ne contengono pochissimo: controllate la composizione prima di pagare la fibra nobile.
  • Guardate la punta. Una cucitura piatta o rimagliata a mano è quella che non si sente nella scarpa.
  • Scegliete la fibra per la stagione. Lana e cashmere per l'inverno, seta e cotone per le mezze stagioni.
  • Tenete d'occhio le capsule. Le edizioni limitate escono in quantità ridotte.
  • Curateli come un capo. Lavaggio a mano e asciugatura in piano.

Quasi un secolo fa, da Fogal, una calza rotta si portava in negozio e tornava come nuova. Oggi che il collant è diventato un oggetto usa e getta, è l'idea più attuale che il marchio abbia mai avuto.

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